Milano non è una città poi così difficile da girare in macchina.

Ci sono delle tangenziali, da prendere ormai con l’aiuto degli aruspici e leggendo prima l’oroscopo, perché possono essere bloccate o percorribili a orari ormai assolutamente non prevedibili.

Ci sono due circonvallazioni, una interna, da fare con lo scooter o con una macchina sottile, sgonfiabile o pieghevole, e una esterna, ricca di rotonde, semafori e di viali, dove se si sbaglia per caso l’ingresso o l’uscita, si deve rifare il giro della Città e al terzo c’è anche un vigile appostato che consegna una bambolina come quando si prendeva il ciuffo sulle autoscontro delle giostre.

In tutto quest’ordine concentrico, ci sono delle aree, sempre più frequenti, destinate ad alleviare il traffico ai normali automobilisti e perciò destinate a mezzi di soccorso, polizia, carabinieri, taxi, moto, mezzi pubblici e auto autorizzate. Si chiamano da sempre “Corsie Preferenziali“. A differenza di altre città, Roma ad esempio, dove, come mi disse una volta un taxista, vedendone una intasata, mentre sulla strada normale si scorreva benissimo, “Signò.. qui a Corsia preferenziale a chiamano così perché a ggente a preferisce“, a Milano esiste ancora un certo rispetto/timore, nel prenderle, anche quando si è in ritardo disperato, condizione ormai quasi costante per il conducente Milanese, ovvero, non ci si butta dentro senza prima avere un minimo senso di colpa o senza aver dato un’occhiata rapida al cielo, non certo per controllare il meteo o per imprecare, ma per vedere se ci sono delle telecamere piazzate ad hoc ( se ci sono l’imprecazione di solito arriva dopo… ma tanto è inutile).

La tentazione di prender la preferenziale a Milano ha diverse motivazioni:

  1. decidere di fare il furbo: “Per una volta dai... tanto a quest’ora… e poi ci son già altre macchine…” (autogiustificazioni che non contemplano alcuna riduzione di sanzione o sconto punti patente in caso di pattuglia vigili appostata a fine corsia);
  2. distrazione semplice o articolata: “Non avevo visto… non credevo… ma qui fino ad un mese fa non c’era niente… (autoassoluzioni che, generalmente, portano a un aumento di sanzione per eccesso di “Finto tontismo“… oppure ad assoluzione plenaria in caso di Donna attraente o Uomo simpatico, oppure talmente depresso da non far venir voglia di infierire);
  3. accumulo di nervosismo pregresso durante il tragitto, ovvero avere uno davanti per mezz’ora con utilitaria cappello e occhiali oppure auto di scuola guida o mitica vettura con la P gigante sul lunotto posteriore, vedere la corsia libera e decidere di rischiare la multa per evitare di saltare a piedi uniti sul cofano della suddetta vettura… (qui il rischio è di scaricare poi eventualmente l’odio compulsivo sul vigile che ti ferma, magari anche disposto solo a segnalare l’inadempienza, riempiendolo di frasi sbagliate tipo “Invece di fermare la gente che lavora perché non fermate quei Pistola che non vanno piano.. ?” oppure con un mix di intolleranza e rabbia: “Con tutti i Camper dei Nomadi e le macchine rubate dovete fermare proprio me .. che sono di Milano? scoprendo poi dall’accento che la Vigilessa non solo non capisce il milanese, ma che ha un chiaro accento Siciliano).

Cosa fare dunque se, per sbaglio, per distrazione o per eccesso di autostima si percorre fieramente una corsia preferenziale e ci si imbatte in una pattuglia che agita una paletta festosamente? Direi innanzitutto ci si ferma, si ammette la propria colpa, e si cerca di dare una giustificazione plausibile, possibilmente senza alzare la voce, ma anche senza piangere o fare sorrisini ammiccanti, una volta si diceva “Concilia?” e tutto finiva lì con un verbale e una lezione di educazione civica.

Insomma si fa come quando si torna a casa senza essere passati in pasticceria a ritirare la torta per la serata con gli ospiti e Vostra Moglie (o Marito) vi guardano sconcertati e lievemente adombrati, che vi mangerebbero al posto del dolce. Lo so, direte Voi, ma in quel caso non è prevista la multa. Beh se vivete insieme lo sapete meglio di me, quel tipo di sanzione, di solito, arriva anche dopo mesi, anche ripetuta, sotto forma di rimprovero costante rinfacciato ogni due settimane, il che, spesso, fa rimpiangere il verbale a fine corsia, perché la preferenziale prima o poi finisce… le rotture di scatole del familiare preferito può protrarsi per anni e non va mai in prescrizione.