Scusate il ritardo, ma volevo commentare per Voi il mio breve soggiorno Lappone, giusto per avere un’idea di come un Milanese può ‘sopravvivere’ 3 giorni al Circolo, non quello delle Bocce, ma il Circolo Polare Artico.

Innanzitutto la prima sensazione, piacevole e quasi sconosciuta alle nostre latitudini, appena arrivati in Finlandia è quella di un’organizzazione quieta, ovvero l’imperturbabilità di fronte ad ogni situazione. Già all’Aeroporto di Helsinki, in attesa del volo in transito per Rovaniemi, si percepisce una calma Olimpica, vera e non di circostanza. Ogni addetto sa cosa deve fare e per questo non si agita e non mette agitazione al viaggiatore. Da noi spesso si assiste ad una calma Ostentata, che mette solo più ansia. La frase “Stia tranquillo” infatti, detta in Finlandia, tranquillizza veramente anche il Milanese più agitato, detta da noi a volte è il segnale che qualcosa non sta andando per il meglio e che qualcuno cerca ci nasconderci un scomoda verità.

Arrivati a dicembre a pochi Km. dal Circolo Polare, si ha la netta sensazione che tutto proceda regolarmente, nonostante i –18 gradi, il paesaggio da Lupi, le strade ghiacciate e i marciapiedi alla Holidays on Ice. Nel tragitto tra l’aeroporto Santa Claus (nome originale per Rovaniemi) e la città osservavo lo stile di guida degli Automobilisti Locali e ho notato una cosa: mentre noi quando c’è il ghiaccio tendiamo a seguire le tracce di veicoli che ci precedono, i Finlandesi sembrano ignorare questo precetto e viaggiano serenamente su ogni tipo di superfice senza fare una piega. Ovvero, mentre noi guidiamo sul Ghiaccio e sulla neve, gli autisti Lapponi si fanno guidare da loro, e si fidano a tal punto da passare serenamente con la macchina sul fiume ghiacciato, dove ovviamente una segnalazione luminosa li avvisa che possono farlo, dato che la coltre di ghiaccio, in questa stagione, supera abbondantemente i 35 cm, per cui si può andare serenamente. Io, come Milanese, memore delle esperienze degli autovelox a cucù sui Cavalcavia e dei cantieri Natalizi che nascono a sorpresa in città, non mi sarei fidato e avrei fatto il giro lungo, che per loro invece è più pericoloso dato che le strade non sono tutte battute dagli spazzaneve (almeno un ventina visti in tre giorni in giro giorno e notte).

Dopo quella da Passeggero, ho provato anche l’esperienza da Pedone e ho notato un’altra particolarità non da poco a mio avviso. Quando un autista vede delle persone in procinto di attraversare una strada, che siano a un semaforo o meno, rallenta almeno 40 metri prima e si ferma per favorirne il passaggio. Non che da noi non succeda, ma di solito ti arrivano almeno un paio di abbaglianti come sollecito, oppure una frenata a 50 cm. con faccia insofferente del guidatore e movimento ondulatorio della mano che invita a sbrigarsi, come a dire “Approfitta di questo raro momento di magnanimità prima che cambi idea”.

Dunque gli elementi caratteristici dei Finlandesi riscontrati in questo breve soggiorno sono principalmente due: la Pazienza e il Controllo e posso serenamente ammettere, come Milanese di nascita, che questi non sono propriamente i nostri punti di forza. E di pazienza devi averne davvero tanta perché quando una giornata di luce dura dalle 12:00 alle 14:30 in dicembre, mentre a giugno il sole a volte non tramonta nemmeno  beh forse meglio invecchiare sulle nostre tangenziali intasate o con l’eterna lotteria dei parcheggi, cercando di mantenere il Controllo e di non perdere la Pazienza, anche pensando all’Autista Lappone parcheggiato in pieno centro, da solo sul ghiaccio e già al buio alle 3 di pomeriggio.

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