Quando una storia diventa una leggenda? Secondo me non c’è un come o un quando, ma semplicemente la nostra voglia, umana e particolarmente maschile, di dover credere a qualcosa di fantastico pur sapendo che non sia vero, o mai accaduto realmente. Per chi viaggia in Automobile ci sono delle leggende, chiamate metropolitane, ma che potremmo definire anche stradali, e che diventano tali perché si ripetono e girano con un tacito passaparola diventando quasi delle consuetudini accettate.

Un esempio è quello delle trattorie dove fermarsi a mangiare quando si è in viaggio. Per chi vuol, si impone l’uscita momentanea e la scelta della Trattoria sulla statale. Qui la Leggenda diventa Mito. Quello Tradizionale ad esempio, tramandato per intere generazioni, di fermarsi a pranzare nelle trattorie dove, davanti all’ingresso, si vedono parcheggiati molti camion; ecco forse 20 anni fa poteva ancora avere un senso pensare che fossero le migliori, solo perché i camionisti si fermavano a pranzare, con il menù dell’Italiano medio di allora (primo secondo pane mezzo quartino di vino frutta dolce caffè e ammazzacaffè), ma oggi, nell’epoca del Light Lunch e dell’Apericena, con i Camionisti soggetti ad ogni tipo di controllo, sia sui tempi di percorrenza con strumenti a bordo, che delle condizioni fisiche in caso di verifiche su strada, credo che la leggenda possa diventare una farsa. Ovvero sono quasi convinto che i proprietari delle Vecchie trattorie, alcune delle quali con nuova gestione e cucina Italo Cinese, oggi si mettano d’accordo con i Camionisti per far lasciare i loro camion parcheggiati all’ora di pranzo mentre se ne vanno a mangiare una brioche vegana al bar di fronte .

Altra leggenda mitologica è quella della scelta della Coda, quando vedi le quattro frecce accese da lontano sai già che la coda che sceglierai sarà la più lenta, che i casello al quale ti accosterai o diventerà rosso quando sei ad una macchina di distanza o davanti avrai l’automobilista con il cappello e guanti che non ha la minima idea di cosa sia la Viacard.

E vogliamo parlare della macchina portata all’Autolavaggio con il sereno che poi nel pomeriggio prende quei 5 minuti di pioggia sabbiosa e torna ad essere conciata come dopo la Parigi Dakar?

Oppure di quel parcheggio faticosamente trovato dopo venti minuti di ronda, sul viale alberato stranamente libero, dove poi capisci il perché solo quando, la sera vai a riprenderla con un centinaio di Stormi che han voluto “griffarla” con un personale ricordo?

Eppure, nonostante lo sappiamo che le leggende e i miti non son veri, che esistono le coincidenze e che gli stormi magari domani faranno un altro giro e si poseranno altrove, ebbene nonostante tutto ciò a noi le leggende piacciono, e ci piace ancora crederci sperando che un giorno finiscano le “Code per Curiosi sulla carreggiata opposta“ (ma perché i curiosi non stanno a casa?), che gli autovelox, ad esempio, non vengano messi a…. caso solo per rimpinguare le casse dei Comuni, bensì per prevenire davvero gli incidenti e le infrazioni gravi e che magari anche chi vi scrive questi contributo diventi un po’ più paziente e ben disposto verso le cose che non gli stanno più bene, prima che anche la Sua “nota intolleranza stradale” diventi una leggenda metropolitana.