Milano sta cambiando, Milano è già cambiata, Milano non cambierà mai: ecco le tre scuole di pensiero o, se preferite, i tre modi di vivere Milano che si confrontano ogni giorno sulle strade di questa città.

Gli automobilisti che appartengono alla prima categoria sono quelli che si muovono col navigatore anche quando fanno quel percorso da anni, non perché non abbiano fiducia nella propria memoria, bensì perché credono che ogni giorno a Palazzo Marino ci sia qualcuno che li voglia mettere alla prova, cambiando loro un senso unico, aprendo un cantiere per dispetto appositamente sul loro percorso oppure, più semplicemente, cercando di prendersi i loro soldi con le multe. Secondo loro Milano sta cambiando e per questo dobbiamo avere pazienza, dove il “dobbiamo è ovviamente inteso rivolto a noi, cioè agli altri, non certo la loro. E così continuano il rituale liberatorio che consiste nel sacramentare contro il Sindaco e gli Ausiliari della Sosta che, sempre secondo loro, dovrebbero essere altrove a risolvere altri problemi e non a multare il loro Suv parcheggiato in terza fila o sulle rotaie del tram mentre sono ad accompagnare il loro figlio a scuola, con il solito ritardo, sicuramente dovuto al traffico che sta cambiando e non certo ad una sveglia zittita tre volte prima di alzarsi.

Quelli invece che pensano che Milano sia già cambiata vivono ogni evento come una conseguenza di scelte fatte tempo fa ovviamente quasi sempre scelte sbagliate ed irreparabili. Quella strada non andava chiusa al traffico, quella zona pedonale non serve a nessuno, non parliamo poi dell’ area C. Alcuni arrivano a rimpiangere i ghisa sul podio in mezzo all’Incrocio e, perché no, anche i tram a cavallo perché allora c’erano poche macchine; poi scopri che un tram o la metropolitana (una delle migliori d’Europa) non l’hanno mai presa in vita loro perché “li denter manca l’aria“.

I Guidatori all’antica, gli Auriga seguaci della terza teoria, son quelli che dicono che Milano invece non cambierà mai, i problemi son sempre gli stessi da 30 ani e nessuno fa niente, il che, secondo loro, li autorizza a guidare come proprio come allora, mettendoci 20 minuti per parcheggiare in uno spazio di 4 metri, mettendo la freccia per girare una volta su 10 (lasciandola poi inserita fino a destinazione) e ignorando volutamente che le attuali piste ciclabili sarebbero per le biciclette e non per far superare la coda a loro o peggio per parcheggiarci senza ritegno le loro Auto d’epoca.

Fortunatamente per tutti Milano si sta trasformando rapidamente in una Velo Città, dove il traffico è tanto e il tempo per discutere è troppo poco, per cui meglio fare quello che i vecchi Ghisa suggerivano gesticolando all’Autista con Cappello e guanti che bloccava il traffico per ridiscutere il Codice Stradale e cioè “Circolare, forza .. Circolare“.

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