Qual è la situazione peggiore in cui si possa trovare un Automobilista Milanese che ha fretta, ovvero un normale automobilista Milanese? Quella di non trovare parcheggio, nemmeno a pagarlo, dato che la scritta ‘Completo‘ lampeggia allegramente sull’unico garage nel raggio di tre chilometri. Il navigatore intanto, invece di aiutarti consolandoti con frasi del tipo “Dai, vedrai che adesso si libera un posto“ oppure con consigli utili “Fermati e chiama, dì che sei in ritardo, ma che stai cercando parcheggio, capiranno vedrai“, continua imperterrito a replicare il suo mantra irritante “Avete raggiunto la destinazione”.

Eh sì, in effetti la destinazione l’abbiamo raggiunta, e anche in un orario discreto, con quei 10 minuti di ritardo che al limite fanno anche figo, ma se per lasciare la macchina adesso ne prendiamo altri 25, è un attimo passare dal Figo al Pistola.

Ecco, in sequenza, le reazioni del Milanese al volante in situazioni simili:

  1. Inizia a parlare da solo o con il navigatore, inizialmente con un tono pacato ,quasi divertito ,tipo quello con cui manda “da via i ciapps” la signorina della Viacard che al casello ti dice “Arrivederci “ quando ritiri la carta;
  2. il tono del soliloquio cambia alla terza volta che il nostro Eroe passa davanti allo stesso punto, ovvero quando si rende conto che un posto non c’è e non ci sarà mai proprio perché Lui o Lei lo stanno cercando;
  3. comincia a imprecare a voce alta, spegne il Navigatore per non strapparlo coi denti dal cruscotto all’ennesimo “Avete raggiunto la vostra destinazione “ o “Appena possibile invertire il senso di marcia”;
  4. rischia di scendere a insultare senza motivo uno che ha parcheggiato proprio adesso nel posto che si è liberato e che sarebbe stato Suo se solo si fosse fermato ad aspettare invece di girare come una trottola, che non a caso in dialetto milanese si traduce Pirla.

Ed eccolo, il nostro Automobilista esasperato, che al 23° minuto di ritardo, prende la sua decisione, ovviamente la peggiore, quella di piazzare la macchina dove c’è posto, senza pensare minimamente oppure rimuovendo subito il pensiero che, se nessuno ce l’ha messa prima, forse, dico forse, ci sarà un motivo.

Ecco nell’ordine i posti classici dove a Milano si parcheggia quando si è in ritardo, ovvero i Parcheggi in Sosta Selvatica:

  1. passo carraio con mezzo veicolo che l’ostruisce mentre l’altra metà che chiude inesorabilmente un furgone che per uscire poi vi piallerà il cofano a botte di retromarcia;
  2. posto sul marciapiede tra alberi e pali, dove nemmeno il grande Houdinì avrebbe parcheggiato. Anche se, una volta sistemata la macchina con 20 manovre e l’aiuto di un drone, poi solo Lui sarebbe stato capace di uscirne dalle portiere bloccate dall’Albero;
  3. posto riservato per disabili, con tanto di segnale doppio per terra e con cartello, e qui il Milanese ha il suo senso di colpa a orologeria che però passa in 1 minuto guardando l’Orologio ritardo che evidenzia un ritardo di 32. La lascia lì e, nei casi peggiori, estrae pure un finto permesso di sosta, lo mette sul cruscotto e scende zoppicando.

Detto ciò, come evitare una situazione simile? Innanzitutto partire prima, e non sempre all’ultimo momento contando sulla benevolenza della Dea del Parcheggio che esiste, ma non aiuta mai i ritardatari, e soprattutto pensare alle conseguenze della Sosta Selvatica sul Portafoglio e sulla Coscienza.

A Milano rigorosamente nell’Ordine indicato.

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