Ci sono varie tipologie di Automobilisti a Milano, e credo anche nel resto d’Italia, ma le più curiose a mio avviso sono 3: quelli che amano guidare la macchina a prescindere dalle condizioni del meteo e della stessa; poi quelli che non amano guidare, ma sanno che la macchina “potrebbe servire” per cui spesso ne hanno anche più di una; ed infine quelli a cui è indifferente il guidare o meno un’auto, una moto o anche un autoarticolato, ma che debbono farlo per lavoro (tipo taxista, NCC o corriere) per cui se ne fanno una ragione e se lo fanno piacere.

Mentre per i primi l’auto è una sorta di Santuario, dove regna l’Ordine, il loro ordine ovviamente, e chiunque salga a bordo deve idealmente “mettersi le Pattine“ evitando ogni tipo di iniziativa (tipo aprire un finestrino o muovere il sedile), per i secondi l’Auto non è altro che un mezzo di locomozione, per cui, l’importante è che vada, che dia il minor numero di problemi possibili per il maggior periodo di tempo e per il maggior numero di Km. La terza categoria, sapendo che non può farne a meno, rispetta la propria Auto più o meno come si fa con la Suocera che viene a passare un periodo da noi, ovvero la si sopporta senza darlo a vedere, ma cercando di farlo capire.

Le tre categorie hanno un solo momento, nella gestione del Mezzo, nel quale si comportano allo stesso modo, anche se con atteggiamenti diversi: il Magico momento del Lavaggio. Già la cadenza temporale dello stesso fa capire a quale categoria appartenga il nostro Automobilista Milanese. Se è un numero 1, avrà una cadenza quasi settimanale per il Lavaggio dell’Auto, porterà la Vettura ad un lavaggio Manuale (in ottemperanza con la leggenda metropolitana che le spazzole rigano la vernice in modo irreversibile soprattutto se metallizzata) ed assiste all’asciugatura della stessa come si assiste ad un Parto in Ostetricia. È il più grosso consumatore di alberelli profumati che abbina anche a improbabili profumatori d’ambiente (persino al gusto “Auto nuova”) da inserire nell’accendisigari. Insomma decora il suo tempo ambulante e poi vi si rinchiude in preghiera.

Il numero 2 è il più temuto dagli Autolavaggi, dato che, nella Sua auto, che lava con cadenza bimestrale (se va bene) soprattutto all’Interno, può riservare sorprese inaudite, come bucce di banana o torsoli di mela fossilizzati sotto il sedile. Il proprietario tende a lasciarla e spesso a dimenticarsela all’Autolavaggio… tanto che alcune sono state abbandonate così tanto da dover poi essere rilavate nuovamente. Il numero 3 sa che deve lavarla per forza, dato che la usa per lavoro, e solitamente lo fa poco prima che inizia a piovere, quella pioggia sabbiosa che fa felici gli Autolavaggi. E comunque, di solito, chiede di lavare solo l’esterno per risparmiare, mantenendo così quel piacevole microclima equatoriale nell’abitacolo che ci fa sentire al Borneo ogni volta che prendiamo un Taxi.

Infine una cosa accomuna le 3 categorie… ed è una sorta di legge di Murphy. Ogni volta che si lava la macchina e ci cerca poi un parcheggio, lo si trova stranamente libero, nel viale alberato e la si lascia gioiosamente, dando un’ultima occhiata a quel gioiello mai stato così pulito. E ci si incammina felici, accompagnati dall’allegro cinguettio di uno stormo di centinaia di uccellini, i quali hanno scelto lo stesso viale e gli stessi alberi come Toilette collettiva. Il resto lo lascio alla Vostra fervida immaginazione.

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