Ormai il servizio militare, o Leva Obbligatoria, non esiste più, per cui i ricordi legati a quel periodo sono un patrimonio delle passate generazioni. Aviazione, Fanteria, Alpini o Parà… erano le Armi nelle quali noi Milanesi, tra i tanti Italiani, abbiamo passato un anno della nostra Vita. Alcune delle attività svolte in quel periodo nemmeno esistono più, ma altre sono semplicemente cambiate con il rientro in Società, evolvendosi fino a divenire vere e proprie attitudini collettive.

Il Genio Pontieri ad esempio, si è trasformato da attività di supporto alla costruzione di Ponti e Strade, all’attitudine di saperli utilizzare (i Ponti) e di invadere ciclicamente le strade, rigorosamente tutti insieme, quando il Ponte ci si presenta davanti… sul Calendario.

L’ultimo, ad esempio, è stato quello dell’1 novembre. Il Milanese si prepara al Ponte con un approccio strategico che parte da Settembre se non prima. A volte ad Agosto, durante la meritata vacanza, si mette al tavolino con lo Spritz e il Calendario e comincia a pianificare metodicamente ogni Ponte, ma anche Passerella, fino alle ferie successive. Dunque, se si parte il venerdì si fanno 4 giorni, ma si rischia di passarne 2 in autostrada, in compagnia dei soliti “8 milioni di Italiani sulle strade” di cui parlano sempre nei TG, come se fossero una grande comunità, un gruppo compatto che decide di intraprendere l’avventura del Ponte come un rito di liberatorio di massa, sempre allo stesso modo e soprattutto sempre negli stessi orari, quelle che poi vengono chiamate partenze intelligenti.

Allora iniziano le intuizioni o idee geniali, che a Milano chiamiamo Strategie Alternative: “Se partiamo venerdì notte ne abbiamo una in meno in albergo e poi recuperiamo una giornata piena”. Ecco il primo falso storico, perché di notte a Novembre è facile trovare meno traffico, ma anche una nebbia che, secondo le leggi di Murphy, aspetta proprio che si imbocchi l’autostrada, per scendere a confortare il Pontiere Automobilista. L’immagine è quella di uno che guida con gli occhi fuori come un barbagianni, e della sua famiglia che dorme o che chiede di fermarsi almeno a mangiare qualcosa, e lo fa ogni 40 km all’apparire dell’insegna Autogrill nella nebbia o peggio sotto la pioggia, che a Novembre è nel suo pieno diritto stagionale di cadere.

Si arriva dunque, dopo ore di macchina, stravolti, con l’albergo che non ha ancora aperto il check-in, o nella seconda casa appena riaperta dove, come minimo, fa freddo o si è rotto un tubo; ci si sistema alla bene meglio, e quel primo giorno che abbiamo in effetti recuperato, lo si passa sul divano mezzi rintronati o nella hall dell’albergo accampati in attesa della camera.

Ma il Pontiere eroico qui non si perde d’animo e la domenica mattina, nemmeno alla metà del Ponte, già pensa a come programmare il ritorno “Intelligente”, ovvero inizia a studiare itinerari alternativi sulle statali per il Martedì pomeriggio, “per poi potersi godere a pieno quel che resta del Ponte”, oppure, nei casi più gravi inizia a guardare il meteo, quasi sperando che il lunedì 31 faccia brutto tempo, così si potrebbe anche partire prima, anticipando il rientro e fregandoli tutti!

Così la domenica se ne va, con la stanchezza pregressa del viaggio di andata che poi lascia il posto all’Ansia anticipata del rientro che verrà. A questo punto, gli 8 milioni di pontieri iniziano a diventare ogni anno sempre meno dato che, alle partenze intelligenti iniziano a sostituire i Ponti passati a casa, con brevi escursioni o pranzi in campagna, forse meno intelligenti, ma senz’altro più economici e forse più rilassanti, magari passando la sera del martedì in ciabatte sul divano, guardando in TV le immagini dei più intelligenti in coda da 2 ore al casello di Melegnano.

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