Liberamente ispirato al “Dialogo di un Islandese con la Natura” – Operetta Morale – Giacomo Leopardi.

Quando posso ammetto che cerco di non usarlo, di farne a meno, cerco insomma di mantenere allenata la memoria. Il Navigatore, uno strumento utile, direi a volte indispensabile, al quale l’Automobilista poi si affeziona, un po’ come il cambio automatico, e non riesce più a farne a meno.

E allora, così come ogni tanto è bello ricordarsi come si cambiano le marce, anche spegnere il navigatore e farsi guidare dall’istinto, dai cartelli e dal panorama non è poi così male… anzi dà una strana sensazione di libertà, di indipendenza dalla tecnologia.

Il tutto ovviamente finché non subentra la Milanesità dell’individuo, ovvero quella voglia di arrivare presto e prima, di chi non si sa, ma prima; e quell’insano nervosismo che ti assale quando non sei tu a guidare la macchina ma è lei che, dolcemente e comodamente, ti porta in giro, e ti fa vedere posti che nemmeno pensavi esistessero.

La situazione: Sicilia, provincia di Agrigento, macchina che va, con un tramonto rosso pomodoro (biologico ovviamente) che fa da preludio a una notte stellata e fresca di fine agosto.

Obiettivo: raggiungere un agriturismo con annessa fattoria (sempre biologica) dove poter poi cenare in una corte antica in stile spagnolo.

Timing: sono le 18:30 e la cena (con cibi biologici dell’orto) è prevista alle 21:00.

Le cicale hanno smesso da un po’ di frinire, anche perché per contratto lavorano fino alle 16:30 lasciando il posto a un gruppo di Grilli Stakanovisti e a qualche Rapace Cottimista in alta quota, per cui si viaggia nel silenzio più assoluto, solo il rumore di qualche trattore che vendemmia approfittando del fresco della sera imminente.

A questo punto si esce dalla strada provinciale e ci si inerpica su stradine asfaltate, sì, ma nel 1970, per cui con buche e cunette improvvise che nascono dalla ribellione della terra alla strada. Le indicazioni iniziano a diradarsi e quei pochi cartelli stradali che si incontrano o sono illeggibili perché ossidati o arrugginiti, oppure sono stati divelti, smontati o imbrattati dall’intelligenza umana, che quando ci si mette mortifica l’Educazione Civica facendola sembrare il Manuale delle giovani Marmotte, per cui utile, ma inadeguata.

A quel punto… sono le 19:30, ti trovi da solo, con le ombre incombenti della sera, su una strada semi sterrata con un bivio di fronte e con l’unica indicazione leggibile che ti ricorda di andare a 30 all’ora. Si va bene, ma dove vado?

Ecco che a questo punto inizia il dialogo surreale del Milanese in Sicilia con il Navigatore del veicolo (di serie e non ancora biologico).

Milanese (comando vocale): “Portami alla Tenuta Stroppatello (nomi di fantasia) provincia di Agrigento”

Navigatore: “Non esiste riferimento Tenuta, vai avanti per 300 metri, poi gira leggermente a sinistra per Agrigento

Milanese: “Sì, ma il bivio è a 100 metri massimo… e poi la Tenuta è in provincia di Agrigento, ma la provincia è grande

Navigatore (lievemente irritato ): “Ricalcolo… Agriturismo… Stroppatello… attendi

Milanese (non attende la moglie al Super figuriamoci il navigatore) ritenta: “Contrada Bertolino… prova Contrada Bertolino” (giuro che esiste)

Navigatore (scocciato): “Contrada Bertolino… seguire per Lagano Partanna, appena possibile invertire il senso di marcia”

Milanese: “Come appena possibile, ma posso anche adesso, ma se inverto il senso di marcia torno a Palermo?

Navigatore (sfiduciato): “Immettere coordinate per favore” 

Milanese (incazzato): “Eh sì, adesso vado in giro con le mappe militari io… ma dai, ma che coordinate…“

Navigatore (per uscirne fuori):  “Off Road… fuori strada

Il Milanese, a questo punto, si arrende… spegne il navigatore, si ferma, scende… e chiede a un gentile Signore col trattore. Il Posto era a 2 Km da lì e c’era una terza strada, più tortuosa e non segnalata, con un panorama bellissimo col mare in lontananza.

Arrivato alle 20:15, in orario e nel silenzio più assoluto con una magica sensazione, quella di aver condiviso un’indicazione con un Essere Umano e di aver potuto vedere la sera scendere sulla Sicilia in mezzo agli ulivi e alle viti (rigorosamente biologici, ma prima di tutto molto belli).

P.S.: Il Navigatore non mi ha più parlato per 2 giorni. Offeso?! No… non l’ho più acceso fino a quando non ho riconsegnato la vettura.

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