Quale occasione migliore dei 100 anni di BMW per farsi prendere un po’ dalla nostalgia e ripensare alla Milano del passato e alle sue strade? E perché no, anche alle abitudini dei suoi Automobilisti, tra i quali quello che ricordo meglio rimane mio Padre, anche perché era l’unico in famiglia ad avere la patente allora, e a guidare una macchina. Non sono passati 100 anni, ma 50 sì, da quando entrò in casa un pomeriggio e disse: “Sabet andem a vedè la machina noeuva, tuch insèma“ (tradotto: Sabato andiamo a vedere la macchina nuova, tutti insieme).

Eh sì perché allora, almeno nella mia Famiglia, si usava così. La macchina la si comprava quando si poteva finanziariamente (ovvero più che al leasing si ricorreva al Salvadanaio o ai Suoceri benestanti che prestavano i soldi (ad averceli, sia i Soldi che i Suoceri benestanti); e soprattutto la si andava “a vedere“ prima e di sabato perché la domenica l’”era serà su” ovvero la Concessionaria era chiusa dal pomeriggio del sabato al lunedì, alter che l’Apericena coi Clienti.

Ci si vestiva bene per non far figure e poi, con la vecchia macchina che iniziava ad arrancare sotto il peso dei suoi 190.000 km, si andava verso la Concessionaria, che per noi bambini aveva l’effetto del Luna Park, dove però non si poteva toccare niente, altrimenti il Venditore sorridente ci fulminava con lo sguardo.

Per cominciare alla Concessionaria il sabato mattina ci si arrivava a piedi, avendo parcheggiato la macchina vecchia a un isolato, per evitare di farla vedere, alter che la supervalutazione dell’Usato. Poi, una volta dentro, si iniziava a girare tra i modelli esposti e, dopo aver girato per un’ora almeno, il Capofamiglia si avvicinava all’ufficio, dove stava seduto il Venditore, che, spesso, era il Proprietario stesso o qualcuno della sua Famiglia.

Buongiorno, in cosa posso esserle utile?” Mah, non so, dico se siam qui in quattro che giriamo da mezz’ora tutti vestiti a festa e che guardiamo le macchine esposte, provi ad indovinare? Sarebbe stato giusto rispondere così, ma a quell’epoca era ancora di moda un rispetto e un’educazione molto Vintage tra i Clienti, che impediva loro di fare gli spiritosi o, peggio ancora, di alzare la voce e chiamare qualcuno da lontano.

Il primo passaggio era quello dei suggerimenti, dati e richiesti con parsimonia, ma con estrema precisione. “Vorremmo cambiare la macchina, e avevamo pensato a un modello resistente, economico e poco accessoriato per non tirare su troppo il prezzo“: in poche parole avevamo pensato a un Trattore, ma non avendone visti in esposizione, si ripiegava sempre su un Modello Base.

Ricordo come fosse oggi che, dopo un breve colloquio, alter che il Test Drive, il Venditore ci accompagnò davanti ad una vettura esposta, che sapeva di nuovo lontano un miglio, altro che Km0 o Usato dipendente, e disse a mio Padre, accarezzando la Vettura: “Cara el me Sciur, ecco la Vostra nuova macchina“.

Aveva già deciso Lui, e pazienza se il color azzurrino corto circuito non era propriamente come il metallizzato con sfumature, perché mio Padre si fidava della competenza e del nome della Concessionaria, alter che la valutazione di Quattroruote. Dopo una rapida trattativa si stendeva il preventivo su fogli di carta carbonata e alla fine mio Padre, dopo un breve consulto con mia Madre diceva la classica frase: “Grazie mille, ghè pensum su un quai dì e dopu ghe disi“ (Ci pensiamo su un qualche giorno e poi le diciamo) e mentre si usciva, che era quasi mezzogiorno e bisognava andare a casa a preparare il pranzo, ovvero primo, secondo e frutta, altro che il light lunch, mio Padre ebbe il Suo momento di gloria: “El me scùsa, ma se la prendiamo subito cusa el me poeu fa de scùnt ? (Cosa mi può fare di sconto?)

E lì il Venditore, che già se l’aspettava, rispose sorridente, ma molto determinato: “Proprio perché è lei (ma Lei chi che era la prima volta che ci si vedeva?) le posso dare in omaggio le Luci di posizione e il Triangolo“, alter che il Navigatore GPS e il Bluetooth. E, come ciliegina sulla torta, disse anche: ”Lo so che la guarda un po’ così perché è più lunga, ma mi creda, la giardinetta è destinata nel tempo a superare la berlina e vedrà che un giorno le metteranno insieme e così potrà avere una macchina che sarà come un furgoncino elegante, col suo bel motore resistente”.

Eh sì… la sapeva lunga quel Venditore, con 50 anni di anticipo aveva già previsto il passaggio epocale dal Trattore al SUV.